giovedì, aprile 05, 2007

Continua...

Il blog di Tokyo Loveletters è trasferito al seguente indirizzo:

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martedì, aprile 03, 2007

Portafortuna

Now Listening: Yura Yura / Hearts Grow


Vi saluto con un abbraccio, sulle note della più bella sigla di Naruto, regalandovi il mio Pink Cameo, dalla mostra Un fiore unico al mondo: la camelia interpretata dai personaggi del manga italiano. E' chiamato anche Luck Cameo, perché se ci fate caso, nascosti fra le foglie e i fiori, ci sono due Meringa (i miei coniglietti portafortuna) e due maneki-neko, i gattini portafortuna giapponesi che si dice invitino, con la zampetta alzata, la fortuna e il successo; ognuna delle 14 camelie raffigurate nel disegno ha una faccina, e la scritta latina recita più o meno: la fortuna aiuta gli audaci.

Dedicato a tutti i miei j-wingers, e a tutti i lettori di TLL2, come ringraziamento per avermi sostenuta fino a questo punto del mio cammino.

mercoledì, agosto 09, 2006

Compleanno da favola

Now Listening: Birthday Song / Ai Otsuka



Miei carissimi tutti,

ebbene si`, ieri era il mio compleanno.

Dal giorno in cui sono stata ricoverata e operata in urgenza, ho smesso del tutto di festeggiare il mio compleanno: festeggio il mio non-compleanno, che per coincidenza cade lo stesso giorno del compleanno di Studio Wishes, il 20 ottobre, con una cerchia ristrettissima di amici, di solito quelli che disegnano con me o hanno in qualche modo a che fare con il progetto del manga italiano. Persone, in ogni caso, con cui sono molto in confidenza, e che capiscono il significato particolare di questa insolita festa. Per il compleanno, invece, se capita ancora che festeggi, e` perche` la festa la preparano e organizzano gli altri a mia insaputa, facendomi poi sorpresa.
Quest'anno, invece, essendo in Giappone, ho deciso per una volta di fare un'eccezione, e di offrirmi, per l'occasione, un compleanno da favola, per risollevarmi il morale da tutti i miei guai. E cosi` con i miei cugini e nipotini siamo partiti alla volta di Sanrio Puroland, il parco di Hello Kitty, che si trova nei dintorni di Tokyo, a qualche fermata di treno da casa mia.
Per cominciare, niente collegio e niente suore: ho prenotato una camera in un albergo da vacanza li` nei dintorni. Per una sera, bando ai rientri obbligati, all'internet a 100 yen, alle chat interrotte magari a meta` di un discorso importante, alla camera stretta, al caldo soffocante e alla luna a righe. Per una sera, finalmente, il detto fai come se fossi a casa tua ha avuto, per me, di nuovo un senso.
Puroland e` un trionfo di colori pastello, e ci sono Hello Kitty dappertutto. Per un giorno mi e` sembrato di ritornare piccola e ho fatto liberamente tutte le sciocchezze che mi sentivo di fare: dalla campana della felicita` di Angel Kitty alle foto con le orecchie da My Melody. Il mio pranzo di compleanno, naturalmente, e` stato il birthday set, un secchiellino a forma di Hello Kitty dal quale sono stati estratti (nell'ordine): un gratin di compleanno nel piattino a forma di Hello Kitty, la bibita speciale al gusto latte e pesca, pollo fritto e crocchette, pancake con maple syrup. Piu` la torta di compleanno, una specie di cheesecake dal gusto molto simile a panna cotta a forma di faccia di Hello Kitty, con candeline sulle quali mio nipote piu` piccolo - 2 anni - mi ha fatto soffiare non so quante volte. E` seguita una scenetta divertentissima in cui mi ha imboccata inzuppando le dita nella panna montata... e spero di avere almeno una foto che immortala, perche` era una scenetta veramente carinissima *o*


Non siamo riusciti a fare un giro sulla barca della felicita` di Hello Kitty, causa i 20 e piu` minuti di attesa in fila, ma prima di mangiarci la torta siamo riusciti comunque a provare il gioco di Digimon 3D: una sorta di simulatore con i sedili che ti sballottano, e un cortometraggio da 20 minuti in megaschermo, da guardare con gli appositi occhiali 3D. Mio nipote piu` grande ha vinto per me un premio al gioco della pesca di Hello Kitty: con 500 yen si estrae un bigliettino e nel bigliettino e` scritto il premio. Mi ha promesso che avrebbe vinto per me un bel premio e c'e` riuscito: adesso ho una nuova busta in cui trasportare l'attrezzatura da manga, molto piu` grande della precedente e impermeabile, con il decoro di frutti rossi e Hello Kitty.
E quest'anno per il mio compleanno ho avuto un regalo speciale: lo yukata, l'abito tradizionale estivo, come quelli che ho raffigurato nella mia illustrazione Hanabi dell'anno scorso. Ma interamente di Hello Kitty. Il modello che ho scelto e`, tanto per restare fedele ai miei gusti, nero, con i fiori di sakura rosa e le maniche bordate di sangallo bianco; ogni fiore ha il bordo dorato e nei piu` grandi e` stampata la faccina di Hello Kitty. L'obi, la fascia tradizionale che si annoda in vita, riprende il rosa dei sakura sull'esterno, mentre l'interno e` rosa pallido, e ha impresso lo stesso decoro di sakura e Hello Kitty, e lo stesso sui sandalini, di lacca nera con il laccino rosa corallo. Indossarlo e` stato un po' difficile, ma divertente.

Confesso che cosi` vestita mi sentivo davvero Cenerentola che diventa principessa per un giorno. Ho cenato al ristorante con il mio curry preferito, ai frutti di mare, e il gelato, ammirando dalle vetrate la luna e la notte di Tokyo, e ho chattato fino a tardi con l'Italia, finalmente libera per una sera da tutti gli orari, da tutte le grate, da tutti i vincoli. Unico neo, da brava Cenerentola qualcosa dovevo perdere, ma invece della scarpetta, nella confusione della giornata ho perso il mio player, quello piccolissimo che si porta al collo: temo che la mattina in treno, mentre giocavo con i miei nipoti, la collana che lo tratteneva si sia aperta senza che io me ne accorgessi. Il brutto dei player che non pesano e` che, appunto, non pesano: di conseguenza, se ti cadono non te ne accorgi.
Che dire? Un po' avvilita per questa inaspettata perdita, dopo averlo cercato invano sia in albergo sia al parco, mi preparo a tornare in collegio. A volte mi piacerebbe che, come nelle favole, domani la mia Musa si presentasse sulla porta del collegio con il mio player fra le mani, domandando se per caso la principessa in yukata che l'ha perso e` la stessa cenerentola timida che in un giorno lontano di tre anni fa gli regalo` il suo ultimo disegno. E potergli sorridere, guardandolo a testa alta come la leader di j-wings e la mangaka che sono e che vorrei essere un giorno, e dirgli semplicemente, grazie per avermi convinta a essere qui, oggi. Miracolo di compleanno. Ma si sa, cose cosi` possono accadere solo nei sogni e nelle favole. E` bello comunque fare finta di credere che possano succedere davvero anche nella realta`, almeno per un giorno.

martedì, agosto 01, 2006

Un mondo che non c'e`

Now Listening: Shabondama / Ai Otsuka

Miei carissimi tutti,

l'Ispirazione sembra veramente non volermi lasciare, in questi giorni.
Non ho ancora finito di mettere giu` la storia in 16 tavole di cui ho parlato nel post precedente, che gia` un'altra storia e` saltata fuori, da sola, mentre stavo disegnando a scuola.
Stavamo facendo studio del personaggio: creare un personaggio e renderne le diverse espressioni. Con gli esercizi scolastici di solito non vado tantissimo d'accordo, e forse l'ho gia` detto: per quanto tecnicamente curati, a me sembrano sempre freddi e statici, rispetto a quel che faccio quando disegno per me.

"Legata" in questo modo stavo tentando di disegnare un'eroina che per quanta espressione cercassi di darle, era la solita eroina molto banale da esercizio scolastico: un po' deprimente per uno studio delle espressioni. Sforzandomi di immaginare qualcosa di piu` espressivo, mi sono ricordata di quando, al corso di chara, le mie compagne mi hanno detto che amano come riesco a disegnare nei minimi dettagli gli abiti e le acconciature da gothiloli e amaloli. Sara` che forse mi piacciono molto, e a parte i miei propri vestiti, le osservo spesso quando le vedo passare in giro per Harajuku. Ho deciso che invece della solita eroina piatta in divisa scolastica che disegno quando non mi viene in mente niente, questa volta l'avrei vestita da amaloli.
E come al solito, e` bastato un attimo. La storia si e` "accesa" da sola, e la mia mente ha cominciato a viaggiare. I miei studi del personaggio, alla fine della lezione, mi sono sembrati il piu` vivido esercizio scolastico che io sia mai riuscita a realizzare, ma ormai eravamo gia` al di fuori dell'esercizio scolastico, e i miei freddi tentativi di esercizi erano gia` diventati i character settei del mio prossimo webmanga.

In questo weekend, quando non ero connessa, non ho fatto che disegnare. Tanti sketch velocissimi e qualche disegno un po' piu` rifinito, piu` parte dell'e-conte dell'altra storia. Ero gioiosa, davvero, quando ho spedito per mail le prime foto del mio sketchbook alla persona che piu` di tutte in questa difficile Tokyo mi ha incoraggiata: mostrarle i miei disegni e con loro i miei progressi e` probabilmente la piu` bella forma di gratitudine che riesco a immaginare, anche se silenziosa e discreta, come sempre quando voglio esprimere cose grandi e le parole non le raccontano bene come i disegni. Ed ero molto contenta perche` i disegni di ieri erano particolarmente riusciti.

Tre giorni di tranquillita`: questo sembra il massimo che riesco a concedermi. Sembra che le difficolta` non bastino mai, e mentre cerchi di risolverne una, qualche altra cosa brutta ti cade addosso. Ho gia` passato un periodo simile, alla fine dei miei tre anni in Francia: e le difficolta` erano tante e la pressione tale che mi sono arresa. Ma se c'e` una cosa che da quel giorno mi e` rimasta impressa come una cicatrice e non dimentichero` mai, e` come mi sono sentita dopo aver perso in un solo anno tutto quello che per me era importante, a causa della mia impulsivita` e della mia debolezza di carattere: e` una lezione che mi restera` per il futuro, per dire a me stessa che bastava aspettare solo qualche giorno in piu` e che stavolta no, la posta in gioco e` troppo cara ai miei occhi, e la bandiera bianca non la sventolero`.
Oggi, mentre ancora mezza assonnata per la nottata di sonno agitato cercavo di districarmi a spostare la data del ritorno, mi ha svegliata del tutto un'altra brutta notizia dall'Italia. Mia mamma, che soffre di reumatismi, non sta tanto bene. E il mio cuore e` combattuto. Vorrei essere a casa, passare le vacanze con la mia famiglia, ma la situazione non e` tale da giustificare un rientro anticipato, e anche se io rientrassi non cambierebbe comunque nulla. Porterebbe solo ulteriore confusione con i rientri, gli impegni, il cambio di casa e le lezioni... preoccupando i miei invece di tenerli tranquilli sapendomi al mio posto a fare quel che ho programmato, capace di portare avanti le cose nonostante tutto come ci si aspetta da una persona adulta. E` poco sentimentale forse, ma a volte un gesto che ti costa vale piu` di mille parole sdolcinate. E certo che vorrei essere a casa, ma cosi` facendo butterei via stupidamente, per l'ansia di aspettare soltanto pochi mesi, anche tutto quello che i miei in questi mesi mi hanno dato, aspettandosi da me piu` di tutto una cosa: vedermi forte d'animo e determinata a portare in fondo, per una volta nella vita, qualcosa, nonostante tutto quello che si puo` frapporre fra me e questo qualcosa. Se c'e` una cosa al mondo che tiene tranquilla mia madre e` vedere che riesco a ragionare come una persona adulta e non agire impulsivamente. E la cosa migliore che posso fare per tutti e` rimanere qui al mio posto.

Nei momenti come questo confesso che mi manca piu` del solito, quel maledetto abbraccio che nei miei sogni e` cosi` vivido, e nella realta` non c'e` piu`. O meglio, non quello del mio ex cavaliere. Quello di un cavaliere vero. Qualcuno che semplicemente mi stia accanto con discrezione, mi faccia sorridere, ogni tanto, e porti un po' di sole fra le nuvole della mia vita. Qualcuno che rappresenti per me cio` che il manga rappresenta da sempre, e mi stia accanto con lo stesso tenace attaccamento, ma anche la stessa silenziosa discrezione, con cui l'Ispirazione da sempre cammina al mio fianco, sorprendendomi e facendo brillare i miei occhi di gioia ogni volta, come questo sabato a scuola.

Sara` per questo che in questo periodo scrivo tutte storie d'amore, e tutte a lieto fine. Storie dolci, leggere e cristalline come bolle di sapone nel blu del cielo estivo di Tokyo. Ho scritto tante volte, in fondo, che una delle cose belle di essere fumettista e` immaginare un mondo che non c'e`. Allora, mi piace scrivere storie romantiche, dove i protagonisti incontrano per caso il vero amore quando meno se l'aspettano, quando ormai non lo cercano, quando si sono rassegnati. O in qualcuno che mai avrebbero immaginato. Storie a lieto fine, forse un po' ispirate dai matsuri che si tengono in agosto e dagli hanabi che sono il simbolo dell'amore. Il manga mi da` tutto ma non ha braccia per abbracciarmi quando sono in crisi, quando a casa succede qualcosa di brutto e di sgradevole, e non posso fare nulla per impedirlo, quando vorrei essere con la mia famiglia e sono qui da sola a domandarmi cosa succede. E` l'unico limite di questa mia stravagante storia d'amore che dura da tutta la vita, e lo accetto come un dato di fatto, anche se per le mie amiche, e per tutti gli altri tranne forse chi disegna come me, e` difficile da capire. Il manga non ha braccia per abbracciarmi, ma mi consola come puo`: sussurrandomi all'orecchio storie che mi facciano sorridere, e che io mi limito a trascrivere cosi` come mi vengono, per far sorridere un po' anche tutti quelli che le leggeranno: e che si sentono un po' sollevati dai loro guai leggendole e sentendole raccontare. E cosi` il miracolo si ripete ogni volta, e io penso che anche se mi costa, e mi pesa, voglio restare al mio posto e non arrendermi, e che se non sventolo la bandiera bianca davanti a niente e` perche`, una volta nella vita, ho trovato un motivo che vale davvero la pena di non sventolarla: le mie storie che prendono una forma sempre piu` decisa e precisa, le emozioni che danno a chi le legge e le leggera`, e la gioia dei miei compagni d'arte che vedono prendere forma sotto i loro occhi un sogno a cui solo nove mesi fa avevano rinunciato come "impossibile". E in questo strano modo riesco a sorridere anche quando mi sembra che la vita abbia voglia di infliggermi, per il gusto della beffa, un'altra cattiveria, ancora una volta.
In ogni caso, domani finalmente arrivano dall'Italia mio cugino e la mia cugina acquisita, insieme ai miei nipotini. Non vedo l'ora di vederli, e spero che comunque, anche in mezzo a tanti guai e contrattempi, mi aspetti un divertente agosto e un gioioso compleanno. Che cosa chiedero` fra 7 giorni soffiando le candeline non lo so. A volte vorrei che qualcuno dall'alto si ricordasse di quella tavoletta. Qualche volta, in fondo, mi piace sperare che queste cose incredibili possano accadere anche nella realta`, e non solo nel mio mondo che non c'e`.

martedì, luglio 25, 2006

Cura di me

Now Listening: Amai kimochi maru kajiri / Ai Otsuka

Miei carissimi tutti,

la pioggia continua, da ormai una settimana, a cadere leggera su Tokyo. E` la prima volta che una settimana di pioggia mi piace cosi` tanto. Di solito preferisco il sole. Ma la pioggia di questi giorni e` l'unica cosa che mi permette di sopravvivere nei miei 6 metri quadrati di collegio senza condizionatore, e mi sembrava una benedizione mentre ieri, stanca come mai in questi ultimi sei mesi, sentivo le forze mancarmi.

Non parlo di forza interiore, stavolta. Sono quelle fisiche che sento calare spaventosamente giorno dopo giorno. Inutile barare, questa Tokyo e` impegnativa piu` della prima, ed e` vero, sono sotto pressione. Ma non per la responsabilita` e i contrattempi. E` piu` la vita quotidiana che mi distrugge. Mi distrugge il caldo, mi distruggono gli orari che mi costringono a vivere a un ritmo che non e` il mio, mi distruggono le regole che mi impongono di correre il doppio per fare tutto e farlo bene, finendo per farlo, spesso, meno bene di come lo farei. Mi distruggono le distanze che percorro ogni giorno per fare cose banali che in Italia farei da casa. Fisicamente in questo periodo sono uno straccio. E qui non ho nessuno che si prenda cura di me come farebbero a casa la mia famiglia e tutti quanti. Qui sono una presenza alla messa della domenica, un'ostia in piu` da contare nel piattino, una pedina blu sulla lavagnetta magnetica del convitto, che entro le nove e mezza di sera deve essere spostata su "in" per far vedere che sono rientrata. Una pensionante fra le tante. E` diverso da mio papa` e mia mamma che mi portano nel cuore, dai miei nipoti per cui sono la zia mangaka, dai miei j-wingers che mi dicono tu per noi sei una delle persone piu` importanti al mondo.
Kyashan si ricaricava alla luna, ma forse sara` colpa della doppia grata di ferro, con me non funziona tanto bene. Forse se fossi a casa, e potessi correre sulla spiaggia di notte, e camminare in riva al mare, e con la mia bella gonna di sangallo a tre ranghi da amaloli immersa nell'acqua ammirare la luna piena, magari funzionerebbe. Ma qui non sono a casa mia, e sto finendo piano piano per adeguare la mia vita su altri ritmi. Rientro alle 9 e mezza, a letto alle 11, anche se la notte di Tokyo con le sue luci, i suoi festival tradizionali, e anche i suoi silenzi, avrebbe ancora tante cose da raccontarmi, sveglia alle 5. Sveglia di un'altra giornata nevrotica in cui invece di coccolare i miei gatti, correre sul tapis-roulant, poi fare una lunga doccia, accendere il PC e collegarmi sul mondo, con la mia colazione a fianco, vado nella stanza comune, e cullata dai cori della chiesa sottostante mangio quel che capita, come capita, quando capita, secondo quanta voglia ho avuto di fare la spesa, e poi mi infilo la cartella a tracolla, e un chilometro e mezzo per andare a leggere la posta e salvarmi da questa malinconia che mi invade gia` di mattina. Posta, j-wings, ritorno, pranzo, compiti, altro chilometro e mezzo per la chat serale. E se per caso c'e` un aggiornamento ai siti o del materiale da inviare, i chilometri diventano 4, piu` 20 minuti di treno, trascinando dietro il bagaglino a ruote di Melly con il portatile dentro. Cosi` diventa tutto piu` facile, anche crollare stremata alle 10 e mezza, prima ancora che scatti l'orario del ritiro, e non accorgermi che sono chiusa dentro e non posso uscire.

E temo che questa stanchezza cronica che mi invade sia un segnale molto chiaro che il mio fisico mi sta mandando, per dirmi che non ce la faro` ancora a lungo a sostenere un ritmo di vita che non e` il mio. I piatti da lavare a ore fisse, la spazzatura da buttare a giorni fissi, le pulizie il sabato quando devo andare a scuola perche` e` il giorno previsto dal regolamento, le grate alla finestra, oltre al fatto di non poter passeggiare dopo cena godendomi la luna d'estate, il fresco e il suono dei furin, essere troppo nello stretto per fare ginnastica la mattina, e se una volta mi va di trattenermi a parlare o scherzare un po' in chat con la mia banda, o a scuola con i miei compagni dopo lezione, dover sempre stare li` con l'ansia dell'orologio come Alice, e correre, correre forte lungo il chilometro e mezzo che mi separa dal collegio con la gonna di sangallo fra le mani, perche` sulla porta c'e` il Bianconiglio vestito da suora che mi aspetta.
Ieri mattina, quando la sveglia ha suonato, ho tentato di strisciare giu` dal letto, e mi sono sentita veramente, veramente pesante come se avessi le batterie scariche. Probabilmente, dopo 4 mesi di questa vita, per quanto determinata a non voler mollare, la forza morale e` una cosa, quella fisica e` un'altra, ed e` ormai insufficiente a sostenere le troppe corse, le lunghe distanze, e il fatto che, in una parola, mi sento naturale come una bestiola selvaggia dentro la gabbia di uno zoo. Sfatta da questa stanchezza senza rimedio, ho deciso di andarmi a fare un massaggio di aromaterapia, per ridare un po' di sollievo ai muscoli doloranti e rilassarmi un po'.

Inutile. A poco e` valsa anche la sorprendente notizia che j-wings ha raggiunto in un solo mese il traguardo di 15000 hits. Mi ha risollevato il morale, ma ancora di piu` mi ha fatto sentire l'esigenza pressante di aggiornare, e il peso di non avere un'adsl decente a meno di 4o minuti e 4 chilometri di cammino. Stamattina, quando ho aperto un occhio, mi sono sentita ancora disperatamente stanca, nonostante i massaggi e l'ofuro. Ho acceso la luce, e guardato l'orologio. Non e` possibile, le 5 di mattina, ancora, ho detto a me stessa esasperata. Normale. Ieri sera alle 10 e mezza sono crollata distrutta a faccia in giu` sul letto, con ancora l'accappatoio addosso, e li` sono rimasta, tale e quale, fino a mattina, immersa in un sonno pesantissimo. Incapace di alzarmi, ho allungato solo un braccio per prendere dal comodino il mio futuristico player mp3, che ho comperato in questo viaggio, sperando che mi cullasse per dormire almeno fino alle 8. E` microscopico, rosa come 3/4 delle cose che possiedo, e si porta al collo come un ciondolo, eppure sollevarlo mi ha fatto una strana sensazione. La stessa bizzarra sensazione di pesantezza innaturale di quando ho riaperto gli occhi e tentato di muovere il braccio ancora mezzo anestetizzato, avviluppato nelle cannule delle flebo, subito dopo l'intervento. Ho preso il player, l'ho infilato nelle orecchie e ho chiuso gli occhi, stanca, troppo stanca.

L'ho detto che il manga e` il mio innamorato. E come tutti gli innamorati si prende cura di me. Altrimenti non so spiegare perche`, come al solito, come il giorno in cui ho scritto la favola che e` diventata l'episodio pilota di Endless, e ha cambiato la mia vita, l'idea si e` accesa da sola. E sulle note della Otsuka ho visto scorrere davanti a me le immagini di una nuova storia da scrivere. Non una storia qualsiasi. Quella storia. Quella che mi serviva, quella che quando mi sforzavo di ridurre in 16 pagine qualsiasi delle storie che ho in riserva, sapeva sempre di costretto, costretto come una specie di Candy agitata come me e` costretta dentro un collegio di suore. Una storia che se giocata bene calza benissimo in sedici pagine, e parla di magia, e di sentimenti...

Non mi puoi fare questo quando io a quell'occasione avevo gia` deciso di rinunciare, e mi sento troppo stressata e troppo mortalmente stanca per scrivere. E` un colpo basso. E` come mettere un bocconcino che mi fa gola sull'angolo del piatto invece di farmi le prediche quando non voglio mangiare, e guardarmi con lo sguardo tenero di Justin. Sai che non sapro` mai dirti di no... Questo gli ho detto, ma il manga e` il tiranno del mio cuore, sa come prendere il mio strano, lunatico carattere e mettermi nel sacco facendomi, anche, sentire felice di essere giocata in questo modo. Ero troppo felice anche per sentirmi stanca e per fare caso al fatto che era tutto come sempre, che mi svegliavo con le sbarre alle finestre e i cori di sotto invece che a casa. Sono scoppiata a ridere in mezzo al mio letto, nel caos della mia stanza troppo stretta invasa dall'attrezzatura da manga, come se una presenza affettuosa mi avesse dato il buongiorno facendomi il solletico. Non so come e perche` ha scelto me, quella strana assurda musa moderna chiamata manga, pero` e` per questo che io l'ho scelto, battendomi contro tutto e rinunciando a tutto il resto. Perche` riesce a farmi sentire felice di esistere come niente e nessuno al mondo. E quando decide all'improvviso di fare di me il suo strumento, e la sua voce risuona attraverso di me, non esiste niente altro, e non mi sento piu` sola: basto a me stessa, mi sento completa, mi sento a posto, come se fossi a casa. Anche senza nessun cavaliere che si prenda cura di me, come nei sogni e nelle favole. Creare una nuova storia che trasmetta emozione, fare della carta e dell'inchiostro la materia dei miei sogni, per poterli raccontare a tutti quelli che la leggeranno, e prima di tutti alle persone a cui tengo e che credono in me, e` come la piu` bella delle favole, e` una cosa che non ha paragone al mondo: e` un sollievo piu` sollievo del gelato, e dei massaggi sulle mani quando ho disegnato per un giorno intero, caldo come il piu` caldo degli abbracci, dolce come il piu` dolce bacio che io possa ricevere.

venerdì, luglio 21, 2006

Fiducia

Now Listening: Sakura / Yui Horie

Miei carissimi tutti,

per fortuna, su Tokyo da almeno quattro giorni cade la pioggia... forse sono i vostri pensieri che me l'hanno mandata, per darmi sollievo, fatto sta che la temperatura si e` abbassata, oggi si va con le maniche lunghe, e io riesco di nuovo a studiare in camera quando la stanza comune non e` disponibile.

I problemi di alloggio non sono diminuiti, anzi stanno soltanto aumentando. Devo trovare casa in fretta, ma non la trovo. E finche` non la trovo, dovro` venire a compromessi sugli orari, anche se questo significa rinunciare a chattare la sera, interrompendo quell'unico filo che mi tiene legata saldamente agli amici italiani. E che mi da` calore e sicurezza in un momento in cui sono lontana, lontanissima, e senza niente di sicuro, spersa in questa citta` grandissima, dove non ho nessuna sicurezza, nessun punto di riferimento, niente di saldo, di certo e incrollabile a parte il mio grande amore per il manga e per j-wings, e il desiderio di diventare mangaka e guidare l'avanguardia manga in Italia, di dare a noi tutti un futuro, la tecnica, i mezzi e l'esperienza, lo spazio per decollare ed esprimerci, nella forma perfetta che desideriamo dare alle nostre storie... e con esse il rispetto e il riconoscimento dovuto ai fumettisti seri che ci sforziamo di essere. A questo desiderio ho dato e continuero` a dare tutto, perche` senza non potrei vivere: e questa e` la mia unica certezza. Il desiderio di essere mangaka e progredire nella strada che ho iniziato quest'anno con il manga italiano e per il manga italiano e` la mia unica granitica certezza in una vita che mi sembra fatta di cristallo, per quante volte e` andata in frantumi e ancora mi da` l'impressione di potersi sbriciolare ad ogni passo che muovo. A volte mi sembra di camminare sulla scala di vetro di Video Girl Ai: lassu`, in cima a quella scala, ci sono i miei compagni, l'Italia e il manga italiano, il mio ritorno e il mio futuro; sotto c'e` il vuoto e lo spettro dell'ultima sconfitta in una vita di sconfitte. Non voglio nemmeno immaginare una vita senza manga e senza j-wings. Ho sopportato di vivere senza amore, di vedere la mia vita privata andare in pezzi, ho sopportato ospedali, lutti, addii e cambiamenti, ma j-wings e` diverso. Da quando l'ho creato mi sembra di vivere veramente, e non posso piu` tornare indietro: tornare a una vita qualsiasi senza un sogno e un ideale e` come un vuoto nel quale non intendo lasciarmi cadere.

Non bastavano le difficolta` con il collegio. Ora e` incerto, anche il tempo che potro` passare ancora in Giappone. Tornare a casa prima di fine anno e` l'ultima cosa che voglio, ma a volte per quanto uno desideri una cosa non e` detto che sia possibile ottenerla. Io so quello che posso fare e cioe` fare il mio meglio, tutto il mio possibile, per rimanere qui piu` a lungo possibile. Quello che pare sicuro, al momento, e` che per queste vacanze non ci rivedremo, e fino a ottobre saro` a Tokyo a studiare. Poi non lo so. Non so per quanto restero` in Italia e quando tornero` di nuovo a Tokyo. Non lo so, non posso fare previsioni a piu` di tre mesi, e la cosa mi mette in crisi.

Ho sfortuna, devo farmi benedire, come ha commentato il mio ex cavaliere? Non lo so. Quello che so e` che ad affrontare la sfortuna mi ci sono abituata, e quanto a lui, non mi illudo piu` che mi capisca, meno che mai di vederlo tendermi una mano lungo quella scala di vetro fragilissima: e` difficile mettersi totalmente in gioco per qualcuno, soffrire per qualcuno, o semplicemente, sono io che non sono abbastanza importante perche` ne valga la pena.

Ognuno ha la sua personale scala di vetro, e decide quali cose sono cosi` importanti da valere la pena di mettersi in gioco totalmente per averle, senza avere pero` la certezza di raggiungerle. Che sia un amore, un sogno ambizioso o un ideale, ognuno ha la sua scala di vetro per cui e` disposto a dei sacrifici, e io so che cosa c'e` in cima alla mia. A questo sogno ho dato tutta me stessa, e il manga mi ha dato tutto per primo. Mi ha scelta anche se non ero nulla, solo una che a poco piu` di vent'anni non aveva piu` niente. Non ho fatto mai niente di particolare per meritarlo, eppure, fra mille persone ha scelto me per raccontare una storia meravigliosa. Non ha mai preteso, da me, niente piu` di quello che ero, ne` che fossi piu` brava, o bella, o che mi comportassi in un determinato modo, niente tranne quello che spontaneamente, per la gioia di disegnare che mi ha dato gratuitamente, ho scelto di volergli dare in cambio, e come risultato, mi ha restituito 100 volte di piu`. Mi ha dato la soddisfazione di dare un senso alla mia esistenza, di illuminare quella di altre persone, mi ha fatto dimenticare tutte le amarezze del passato, e incontrare affetti solidi con cui condividere cio` che per me e` importante. Per tutte queste ragioni, questa e` forse l'unica volta in cui penso che valga la pena di percorrere la piu` difficile e fragile scala di vetro che io abbia mai percorso, nonostante le mie paure, le mie incertezze, la sensazione di solitudine, e la capacita` di rischiare e mettersi in gioco che comporta.

Vorrei. Vorrei che i problemi andassero a posto per permettermi di studiare con serenita` invece di passare il tempo libero cercando di risolverli. Vorrei non provare ancora una volta la sensazione bruttissima di impotenza quando finalmente riesci ad afferrare il tuo sogno, e lo senti che si sbriciola all'improvviso, e per quanto tu provi a fare, ti sfugge dalle mani come sabbia che non riesci a trattenere. Ho desiderato questo anno sabbatico, ho fatto tanto per ottenerlo, sono partita combattuta, ho sfidato la mia paura piu` grande per averlo. Non puo` finire, dopo aver combattuto anche con me stessa e i miei fantasmi, per un motivo che non dipende da me, che e` meno grave di un cancro, ma contro cui la mia volonta`, testardaggine, coraggio non ha nessun potere. Vorrei tante cose, e piu` di tutte la stabilita` e la sicurezza di camminare su qualcosa di solido anziche` sul fragile cristallo, ma ogni sogno ha il suo prezzo, e quello che determina la riuscita finale, spesso, e` quanto sei disposto a lottare e metterti in gioco. Molte volte non ce l'ho fatta piu`, e mi sono arresa. Stavolta e` diverso. Semplicemente, qualsiasi cosa accada, e se anche finisse l'anno sabbatico prima del tempo, quel che ho cominciato io lo portero` in fondo in qualche modo, e il sogno mio e di tutta la mia generazione non finira`.

Ci sono momenti in cui dubito, o semplicemente mi sento stanca. Ma guardo in cima alla scala di vetro. Ci sono i miei ragazzi, la mia Musa, e la piccola autrice di Ruote Magiche, e tutte le persone a cui tengo che credono in me, come mangaka e come persona. Si fidano di me, si preoccupano per me, e che io vinca o che un giorno sia meno forte e meno brava del solito, sono convinti di me e delle cose in cui credo. E questa fiducia, nei momenti piu` disgraziati e infelici di tutta la mia avventura, mi ha sempre tirato fuori il coraggio per camminare lungo la scala di vetro, per arrivare fino in cima, anche se non so se si sbriciolera`. E di pensare che anche se si sbriciolera`, mi ci aggrappero` ferendomi, se necessario, ma faro` l'impossibile per non cadere, e rialzarmi, e continuare. Allora mi sento leggera, leggera come se avessi ali per poter correre lungo la scala di vetro senza romperla, continuando a credere che arrivera` il momento in cui arrivero` in cima, e il manga italiano emergera` dal caos e avra` un futuro vero. Non so, nel frattempo, quante persone resteranno ad aspettarmi in cima, quante altre crederanno in me, quante cercheranno di aiutarmi in qualche modo, e se ci sara`, nel mio futuro, un cavaliere pazzo e coraggioso capace di correre giu` per la scala di vetro per aiutarmi, mettendosi totalmente in gioco per amore sincero verso di me, e per la fede, vera e autentica, nel mio sogno. So che comunque, fino a quel giorno e qualunque cosa accada, continuero` a guardare oltre la stanchezza, la solitudine e tutti i brutti pensieri, e a battermi, per tutte le persone che in me e in questo sogno ci credono sul serio.

E a tutti voi, che mi aspettate e in questi giorni vi preoccupate per me, per oggi va il mio abbraccio affettuoso, fino alla prossima Loveletter.

lunedì, luglio 17, 2006

Casa dolce casa - Part II

Now Listening: Winding Road / Ayumi Hamasaki

Miei carissimi tutti,

eccomi di nuovo in diretta da Shinjuku con la cronaca della mia ricerca di una nuova casa. In questi giorni piove, e nonostante il caldo-umido che ancora imperversa nelle stanze per tutto il giorno, la notte dopo le 11, con la finestra aperta e il ventilatore acceso si muove un po' di aria fredda, e si riesce a dormire.

Ieri mattina sono uscita presto, e prima di tutto mi sono seduta sulla panchina del tempio vicino a casa, ammirando i sakura che al mio arrivo erano rosa di fiori, e adesso sono verde brillante. Cambiamenti...

Sono passati gia` tre mesi dal mio arrivo, e quasi un anno dal giorno in cui ho deciso di lasciare tutto per dedicarmi al manga. Tante cose sono cambiate. Ho riflettuto a lungo, ho scritto la loveletter di ieri sera, ho parlato al telefono con i miei, e sentire mio padre, con cui a causa degli orari di lavoro e del fuso riesco a parlare raramente, mi ha fatto piacere. Poi sono tornata a casa, rasserenata come succede quando finalmente prendi una decisione in una situazione che non va da nessuna parte, e mi sono infilata a letto. Il cambiamento spaventa, ma fa parte della vita, e ogni tanto un po' di rinnovamento puo` portarti anche sorprese piacevoli. Se c'e` un detto che proprio non mi convince, e` quello prudente di chi lascia la via vecchia per la nuova. Preferisco la rivisitazione che mi ha lasciato scritta in uno dei suoi taccuini di massime la mia portentosa prozia, 92 anni di una vita non sempre facile e felice, ma vissuta con una straordinaria saggezza e una grande ironia: chi lascia la via vecchia per la nuova, speriamo la trovi giovane...
E la cosa che forse ammiravo di piu` in lei e` questa: che dopo una lunga vita piena di tanti rovesci, e in cui non sempre le cose le sono andate come sperava, lei era davvero sempre giovane di cuore e brillante di spirito, mai spaventata davanti al cambiamento, sicura anche davanti alla fortuna avversa.

Rigenerata da una notte di sonno completa, dalle 11 di ieri sera fino alle 7 di stamattina, nonostante i sogni contorti, dopo aver individuato almeno 4 sistemazioni interessanti, sono partita decisa verso Shinjuku, ad un'agenzia specializzata in alloggi per stranieri. Unico problema: dall'internet cafe` non c'e` modo di stampare la mappa. Dato che pero` si trova in una zona che ormai conosco bene, ho deciso di provare a trovarla, confidando nel fatto che i dintorni li conosco bene.
Non so se vi ho mai detto quanto e` difficile trovare un indirizzo in Giappone. Specialmente in un quartiere come Shinjuku, un labirinto coloratissimo di palazzi con insegne al neon da tutte le parti. Il mio unico punto di riferimento era la zona e il nome di un konbini che si trova esattamente sotto l'agenzia, ma non avendo la mappa, non ricordavo la strada esatta. Dopo una mezz'ora di ricerche a vuoto in quella che pensavo fosse la strada giusta, ed era invece la parallela, ho pensato che la cosa migliore fosse andare all'internet point li` vicino, che e` anche copisteria, e stampare la mappa. A causa dei negozi e dei department store sempre aperti non avevo tenuto conto pero` di un particolare: oggi in Giappone e` festa.

Mi dicono dalla regia che e` l'umi no hi, il giorno del mare, e che per tradizione si mangia l'anguilla. Non so molto di questa tradizione, su cui conto di fare domande, ma di una cosa sono certa: a me l'anguilla non piace. Un po' scoraggiata dopo aver trovato chiusi tutti e tre gli internet point provvisti di stampante, e stanca per la camminata a vuoto attorno alla stazione di Shinjuku, ho deciso di offrirmi una coppetta di anmitsu per pranzo, per festeggiare ugualmente.
Anmitsu altro non e` se non un dessert giapponese in coppetta, composto da gelatina di fagioli rossi e dolcetti di riso glutinoso, adagiati su un letto di cubetti di gelatina (ricavata, da quel che ho capito, da un'alga) piu` o meno insapore. Il tutto accompagnato da gelato, solitamente al te` verde, o te` verde e vaniglia, frutta fresca o sciroppata e occasionalmente annin tofu, un tofu che si serve come dessert, liscio o al te` verde. E` un gusto un po' insolito per il concetto di dessert che abbiamo noi in occidente, ma io sono spaventosamente golosa di questo come di qualsiasi altro dolce a base di te` verde, azuki, riso glutinoso e frutta fresca... al punto che quando mi mettono davanti una di queste variopinte coppette, la giro e la osservo da tutte le parti prima di cominciare, per decidere che cosa mi fa piu` goloso mangiare per primo, proprio come una bambina.
Rallegrata per questo insolito pranzo di umi no hi, che mi ha risollevato il morale e strappato almeno un sorriso, mentre con gli occhi luccicanti decidevo se affondare il cucchiaio prima nel gelato o nel riso, mi domandavo cosa fare a quel punto. Mollare, tornare a casa, e riprovare domani andando a stampare la mappa? Oppure insistere almeno un altro po'?

Tutte le persone che mi conoscono bene mi fanno sempre notare una cosa: che quando mi interessa veramente fare qualcosa, sono un mastino all'osso, e non mollo la presa finche` non l'ho ottenuta. E infatti, ho deciso che prima di mollare e tornare scornata a casa avrei fatto almeno un altro tentativo. Miracolo a 100 yen o fortuna, mentre con passo marziale mi dirigevo verso la zona della stazione che mi ricordavo segnata nella mappa, decisa a girare anche un quarto di shinjuku e chiedere a tutti i konbini della zona pur di non tornare a casa senza le mie stanze da visitare, ho notato in una delle strade laterali l'insegna del konbini in questione. Speranzosa, ho alzato gli occhi sull'insegna al primo piano, ma il konbini non era quello giusto. Pero` - mi sono detta - vuoi che gli addetti non sappiano dove sono gli altri loro konbini della zona?

Ho chiesto, e scoperto cosi` che nella parallela alla strada percorsa la mattina c'era un altro konbini della stessa catena. Mi sono diretta in velocita` verso il konbini in questione, e alzando gli occhi, finalmente l'ho vista: l'insegna al neon bianca e rosa dell'agenzia.
Il commesso, molto gentile, mi ha fatta accomodare al bancone, e dopo un po' di consultazioni sulle mie necessita`, e sulla collocazione delle varie case in questione, abbiamo individuato le due che piu` corrispondono all'idea di cio` che sto cercando. Una delle due camere e` gia` libera: si trova nella zona in cui ho soggiornato per il Design Festa. Domattina andro` a visitarla. L'altra e` piu` o meno nella zona in cui mi trovo adesso, ma su una diversa linea del treno. Andro` a visitare la zona, poi decidero` quale delle due soluzioni mi convince di piu`. Intanto, pero`, qualcosa si e` mosso.
In attesa di raccontarvi la terza puntata delle mie cronache della ricerca di casa, mentre il sole sorge sull'Italia auguro a tutti voi che dall'Italia ancora fate il tifo per me, un felice umi no hi.
E alla prossima loveletter...